Mostra web sui due condaghi più antichi della Biblioteca Universitaria di Cagliari

Dal 11 maggio sulla pagina Facebook della Biblioteca universitaria le informazioni e una una mostra web bibliografica sui due condaghi di Santa Maria di Bonarcado e di San Nicola di Trullas.

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12 maggio 2020 - Anche la Biblioteca Universitaria di Cagliari aderisce alla campagna #Iorestoacasa e alla pagina del MiBACT La cultura non si ferma su cui trovare molteplici iniziative organizzate da Istituti culturali che permetteranno di rimanere in contatto con l’arte e la cultura anche in questo momento difficile

Qui si può consultare il calendario, che, a partire da martedì 17 marzo, sulla pagina Facebook, presenta le immagini tratte dai libri più belli, preziosi o particolari, manoscritti o a stampa, appartenenti al patrimonio antico e in alcuni casi, moderno, ma con caratteristiche di rarità.

Da ieri è disponibile sulla pagina istituzionale di Facebook della Biblioteca Universitaria di Cagliari una mostra web bibliografica sui documenti più antichi posseduti dalla Biblioteca universitaria.
Essi sono i due condaghi di Santa Maria di Bonarcado e di San Nicola di Trullas (oltre a quello di San Pietro di Silki che è posseduto dalla Biblioteca universitaria di Sassari) che ci siano pervenuti nella versione originale.
Un quarto condaghe, quello di San Michele di Salvennor, è pervenuto in una tarda traduzione spagnola.

Prodotti nei secoli XII e XIII all’interno dei due conventi di Bonarcado, nell’oristanese, e di Trullas vicino a Semestene, nel Logudoro, entrambi appartenenti ai Benedettini di Camaldoli, i documenti sono registri che raccolgono le transazioni patrimoniali e amministrative relative alla vita dei conventi, come acquisti, vendite, permute e donazioni, ma anche atti formali fondativi della vita dei conventi stessi. Non solo, all’interno dei condaghi troviamo i resoconti dettagliati di controversie giudiziarie (i cosiddetti “chertos”) avvenute nel territorio.
Tra le transazioni patrimoniali, molto frequenti sono le donazioni da parte di benefattori agiati, effettuate per la remissione dei peccati e la salvezza dell’anima.
La lingua dei condaghi è il sardo, nella variante campidanese arborense per quello di Bonarcado, nella variante logudorese per quello di Trullas.

Questi documenti sono preziose fonti per ricostruire la storia, la lingua, la cultura, le istituzioni, il paesaggio, l’onomastica e la toponomastica sarda dei secoli XII e del XIII. Sono stati e sono oggetto di studio da parte del filologo, del glottologo, dello storico, dello studioso di istituzioni giuridiche, del paleografo, del codicologo, citatissimi in tante bibliografie, oggetto di numerose tesi di laurea.
Un dibattito ha animato gli studiosi che si sono occupati dei condaghi, e ha riguardato la valenza letteraria dei documenti in essi contenuti. Ormai non si è più propensi a considerarli delle mere aride registrazioni di contratti. Essi aprono uno squarcio sulla società del tempo, permettono di conoscere nomi di persona e nomi di luogo arcaici, non più in uso, ci conducono dentro ai “chertos” citati prima, i cui resoconti emergono dalla viva voce dei contendenti che si esprimono con un linguaggio curioso, capace di combinare elementi propri del linguaggio burocratico, con elementi del linguaggio colloquiale, che conferiscono ai racconti un tono fresco e vivace.
Dopo queste informazioni di carattere generale, si entra brevemente nello specifico dei singoli condaghi in possesso della Biblioteca:

Entrambi i Condaghi, già appartenuti per successione ereditaria al Barone Guillot, e ancor prima ai fratelli Simon di Alghero, furono acquistati dalla Biblioteca universitaria nel 1936. All’epoca la direzione era affidata a Bianca Bruno, che era riuscita a concludere la lunga transazione per l’acquisto, iniziata addirittura nel 1900. Fino a quella data non si conosceva l’esistenza del Condaghe di Trullas. Di entrambi i Condaghi non si conosce il percorso che li portò fuori dai conventi, quando questi cessarono la loro storia. Si perdono le tracce fino alla loro presenza nella biblioteca dei fratelli Simon e successivamente del Barone Guillot.

Il resto è storia nota: i condaghi sono accuratamente custoditi presso la Biblioteca e con le dovute precauzioni, sono quelli che più spesso lasciano il loro spazio negli armadi per essere mostrati ai piccoli gruppi di visitatori, curiosi di ammirare i più antichi documenti originali della storia sarda.
(Fonte msv/ap - Facebook)

Si possono consultare le info dettagliate e la mostra bibliografica online sui due condaghi di Santa Maria di Bonarcado e di San Nicola di Trullas sulla pagina istituzionale Facebook della Biblioteca universitaria di Cagliari.

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