Lunedì 8 febbraio 2010 è in programma il settimo appuntamento della 5^ stagione consecutiva de "I Lunedì con la Poesia"
Pier Luigi Alvau leggerà ed interpreterà 40 dei 154 Sonetti di William Shakespeare
La voce femminile che affiancherà in questa occasione il protagonista del recital sarà quella di Giordana Friundi, una liceale che ha già al suo attivo alcune esperienze teatrali.
L'opera - I Sonetti di William Shakespeare (1564-1616), si compongono di 154 sonetti formati da tre quartine e un distico per un totale di 14 versi ciascuno. I primi 126 sono indirizzati a un giovane uomo la cui reale identità non è mai stata chiarita, e ha generato un gran numero di speculazioni. Gli altri sono indirizzati a una non identificata Dark Lady (donna bruna); attraverso la relazione tra il poeta e questa donna l'autore sviluppa nei suoi sonetti i temi più disparati che vanno dalla morte all'amicizia.
Scritti probabilmente fra il 1595 e i primi anni del 1600, i Sonetti di Shakespeare costituiscono uno dei grandi vertici della letteratura d'amore di tutti i tempi e rappresentano anche un momento centrale della produzione letteraria del grande drammaturgo inglese. Definiti la chiave con la quale Shakespeare era in grado di aprire qualsiasi cuore, I Sonetti presentano un lato inedito e affascinante del drammaturgo. Queste poesie, studiate a lungo dai critici alla ricerca di indizi sulla vita privata di un autore per molti versi ancora misterioso, toccano tematiche profondamente ambigue ed irrimediabilmente umane tessute in un ordito di metafore fautrici di un fascino unanimemente riconosciuto. Shakespeare riuscì ne I Sonetti a fondere le due opposte tendenze della cultura occidentale. Da un lato l’archetipo platonico incarnato in un essere umano nel quale convergono tutti i tratti della bellezza e dell’amore di ogni tempo; dall’altro la continua ed incessante trasformazione di questo modello nella mobilità fluttuante, ed inquietante, della natura.
I Sonetti di Shakespeare compiono quattrocento anni (furono infatti pubblicati per la prima volta nel 1609), e Pier Luigi Alvau ritiene giusto festeggiarli in questa occasione con uno dei suoi "Lunedì con la poesia".
Se Shakespeare è stato, come diceva lo scrittore e critico letterario Giovanni Testori (che amava le classifiche) il più grande poeta di ogni tempo, la sua forza sta anche nella straordinaria capacità che il suo genio ha avuto di catturare la normalità della nostra vita e restituircela così com’è dentro il suo sguardo. In questo Shakespeare non è solo parente di Dante e di Dostoevskij, ma anche di Lucio Battisti, dei Beatles e degli Abba. Persone che hanno acquistato fama mondiale perché hanno saputo parlarci della vita così com’è, senza interpretarla troppo.
A quasi 400 anni dalla morte di colui che ancora oggi in ogni parte del mondo viene ritenuto il più grande creatore di storie per il teatro, intriga un reading che investiga I Sonetti, il suo libro più affascinante e segreto, per portare quelle pagine erotiche, filosofiche, precise come il filo di una lama, all’attenzione di un pubblico amante della poesia. Da sempre tra i grandi classici, questi sonetti struggenti, ingenui, radiosi, a volte disperati, hanno l’immediatezza e la forza di qualcosa scritto appena ieri: il triangolo amoroso, la scissione in due del protagonista, la passione, l’ossessione per il tempo, la poesia, la morte.
Dove - Alghero, Sala Manno, Via Marconi n. 10
Quando - Lunedì 8 febbraio 2010, ore 20:30
Per informazioni
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