
Cuore di tenebra
XII ediizone di Dromosfestival
Dal 24 luglio al 15 agosto 2010A Oristano, San Vero Milis, Riola Sardo, Nurachi, Baratili San Pietro, Nureci
Penetrare sempre più a fondo, lasciarsi trasportare, perdersi e ritrovarsi e poi perdersi ancora nel cuore di tenebra: è questa la meta o, almeno, l’aspirazione ambiziosa e folle della XII edizione del Dromosfestival. E se può sembrare irriverente ispirarsi al profetico capolavoro di Joseph Conrad, con la sua presa di coscienza che il "cuore delle tenebre", la darkness, non sta nel continente africano bensì dentro la civiltà occidentale e nella sua vorace politica colonialista che dell’Africa ha fatto e continua a fare scempio, è pur vero che vi è una linea di continuità e una profonda coerenza tra il romanzo e i temi fino a ora trattati dal festival: il meticciato, l’incontro/scontro tra culture differenti e, in ultimo, la clandestinità. Intitolare l’evento Cuore di tenebra consente, dunque, un’articolazione quanto mai complessa, una lettura e una fruizione plurima del festival, come plurima è, del resto, la possibilità di avvicinarsi al testo conradiano. Da qui gli approfondimenti legati alla realtà economico-politica del continente africano mediante il gemellaggio col prestigioso Rencontres de Bamako, Biennale africaine de la Photographie, con la partecipazione della sua direttrice artistica Laura Serani e la collaborazione della Fondation Salif Keïta con la mostra Albinos del fotografo francese Alain Turpault, sull’apparente ossimoro dei bambini albini africani. Sua è, pertanto, l’immagine del festival che, con sobrietà e sensibilità, rappresenta la loro bellezza e la loro fragilità. Vittime dell’ignoranza e della superstizione che li considera dotati di poteri soprannaturali, sono spesso costretti a una vita di segregazione e discriminazione ben più pericolosa della fragilità dei loro occhi e della loro pelle. Ancora una volta saranno i linguaggi dell’arte contemporanea, della poesia e della musica in particolare, ad approfondire il rapporto tra la cultura africana e la tradizione occidentale, non necessariamente conflittuale quanto, piuttosto, fecondo e profondamente intrecciato al fine di combattere le diverse colonizzazioni. Va sottolineato, infine, che la darkness conradiana è, prima che sociale e politica, una condizione esistenziale, una dimensione dell’anima, per molti versi, e per qualcuno in particolare, un destino. È quella zona d’ombra che caratterizza la ricerca umana ed estetica di molti artisti, non solo africani, che, in tal modo e grazie a essa, consente di mantenere un margine di alterità e di resistenza all’omologazione e alla globalizzazione. Per questo chi vive i territori della "tenebra", reali o virtuali che siano, si trova pericolosamente ai margini, nella dimensione non solo geografica ma anche esistenziale che dal continente africano, dalle sue genti, dalla sua cultura, deborda e contamina un Occidente attanagliato tra sensi di colpa e, ancora, volontà di sopraffazione. I cuori di tenebra ci guideranno in tali percorsi ombrosi, al contempo fisici e mentali, politici e artistici. E sarà piacevole e al contempo inquietante ascoltare il rullo dei tamburi e cercare di capire se si tratti di guerra, pace o preghiera.
[Ivo Serafino Fenu. Dal libretto dell'edizione 2010]
Tra gli appuntamenti
Lunedì 26 luglio, ore 21:30
Conferenza Le tenebre del cuore
ex Asilo Sant’Antonio, Oristano - ingresso libero
Interventi di
- Marcello Fois scrittore
- Cristiana Collu direttrice MAN Nuoro
- Laura Serani critici d’arte
- Alain Turpault fotografo
- Vinicio Busacchi filosofo
- Paola Gaidano operatrice umanitaria
Ivo Serafino Fenu moderatore
Sabato 31 luglio, ore 17:00
TAM TAM
Laboratorio di lettura sulla favola africana
per bambini dai 7 ai 12 anni
Museo Peppetto Pau, Nurachi - ingresso libero
La fiaba è un genere narrativo universale nella tradizione orale di ciascun popolo e che permette di entrare, attraverso la magia e la suggestione della parola, nella vita quotidiana di un villaggio, di una terra, di un popolo, un terreno d’incontro che non ha barriere temporali, etniche, d’età. In particolare le fiabe africane hanno una profonda tradizione e vengono tramandate di generazione in generazione. Attraverso questo laboratorio dedicato ai bambini dai 7 ai 12 anni l’O.S.V.I.C (Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano), un’Organizzazione non Governativa che realizza progetti di sviluppo nei Sud del mondo ma che opera anche in Italia e in Sardegna, vuol far conoscere le espressioni artistiche africane nella nostra isola. I racconti scelti appartengono alla tradizione araba e dell’Africa del nord e hanno come protagonista Giufà. Giufà, infatti, è un personaggio della favolistica di molti paesi del bacino del Mediterraneo. È Joha l’egiziano e il magrebino; Giochà delle storie ebree; Giofà della Sicilia, ma vive nelle fiabe siriane e irachene. Giufà è colui che può aiutare i bambini a dissolvere le tenebre e i pregiudizi che, troppo spesso, offuscano il cuore degli adulti.
Inoltre tra le
MostreVenerdì 30 luglio - ore 19:30
Centro storico di Nurachi
Inaugurazione di "Cuori di tenebra"
Mostra a cura di Askosarte interna al Dromos Festival
Undici artisti, undici scatti, undici incubi. Sarà che il numero undici era considerato "la dozzina del diavolo", sinonimo di traboccamento, di dismisura in qualsiasi situazione negativa, il numero dell’iniziativa individuale che si esercita senza rapporti con l’armonia cosmica e perciò sfavorevole per l’umanità, il numero della disarmonia, dell’eccesso, del pericolo, del conflitto e del martirio , per Sant’Agostino, dunque, il numero del peccato. Sarà un caso se undici sono gli artisti che evocano il “lato oscuro” di una contemporaneità malata, la darkness conradiana al di là dell’Africa, la condizione esistenziale dell’uomo occidentale che si rispecchia nei propri incubi e si annichilisce nei propri sensi di colpa, sarà un caso. Certo è, invece, che ogni scatto rappresenta o suggerisce la dimensione malata di un io smarrito, di una civiltà al capolinea, una sorta di cupio dissolvi individuale e collettivo, all’interno di una natura ipertrofica, di una sessualità morbosa e frustrante, di un benessere che incancrenisce e porta all’amputazione di ogni aspirazione e di ogni qualsivoglia possibilità di riscatto. Undici cuori di tenebra per undici fotogrammi dell’«orrore». Al di là di Conrad.
[Testo di Ivo Serafino Fenu]
Consulta il programma completo [file .pdf]Per informazioni
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