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Il cammino lento dell'ombra

Bachisio Bandinu presenta Il cammino lento dell'ombra (Il Maestrale, 2017) e la sua versione in sardo Sa manu de s'umbra (Domus de Janas, 2016)

Quando - sabato 11 novembre 2017 ore 17:00
Dove - Ex Montegranatico - Villa Sant'Antonio

Dialoga con l'autore Pier Franco Fadda

E' attivo il servizio navetta per consentire ai residenti dell'Unione di raggiungere la sede della presentazione senza usare la propria auto. Nel gruppo Facebook “Scrittori a piede lìberos in Alta Marmilla” si potrà prenotare il servizio indicando il paese e il numero di persone che vogliono usufruirne oppure telefonando all'Unione dei Comuni al numero 0783 91101. L'orario e il luogo del passaggio della navetta verranno comunicati una volta prese le prenotazioni da tutti i paesi.

Il cammino lento dell'ombra. L’ombra – preavvertita da Talla, l’indovina – accompagna Frantziscu fin dalla nascita, nell’infanzia e nell’adolescenza. A volte gli si mette di traverso nel cammino, minacciando la salute del corpo, più spesso sta al suo fianco muta e fedele. Poi Frantziscu emigra dal suo paese sardo di Barbagia e va a Milano, per proseguire gli studi dopo la laurea e frequentare la Scuola Superiore delle Comunicazioni Sociali, e l’ombra si eclissa, forse si smarrisce nei riflessi delle vetrine o nel traffico della grande città. Frantziscu s’immerge nella vita metropolitana piena di stimoli culturali e sociali, vivendo il ritmo concitato di un’esistenza attiva, entusiasmante, così lontana dal tempo lungo e disteso del suo paese barbaricino. Eppure, nel flusso vorticoso di esperienze, forse ormai estenuato, il passato riemerge in visioni sempre più ostinate e inquietanti: la piega sulla bocca di una nonna segnata da lutti strazianti, un antico voto che ricompare vestito di un piccolo saio di Sant’Antonio, le parole della profezia di Talla… L’ombra ritorna accanto a Frantziscu quando, dopo quindici anni, rientra in Sardegna, e lo guida – custode pacata e sollecita – nella nuova esperienza di un’isola in profonda trasformazione.
Bachisio Bandinu non avrebbe potuto affidare la storia della sua vita a una lingua diversa da quella che usa per interrogare l’anima, dare voce interiore al pensiero e innalzarlo alla poesia. Così ha svolto le memorie dell’infanzia e del passaggio all’età adulta nel sardo del suo paese, microcosmo di valori, affetti e nostalgie. Intitolato Sa manu de s’umbra, il romanzo autobiografico è stato pubblicato dalla casa editrice Domus de Janas nel 2016. Per il Maestrale, invece, è uscita la versione in Italiano datata 2017.

Bachisio Bandinu è nato a Bitti nel ’39. Intellettuale, pubblicista e studioso di cultura popolare, dopo la laurea in Lettere si è diplomato in giornalismo e radio televisione presso la Scuola delle comunicazioni sociali dell'Università Cattolica di Milano. È stato collaboratore del Corriere della Sera e direttore de L'Unione Sarda. Fra i suoi numerosi libri, Il re è un feticcio (Rizzoli, 1976, con Gaspare Barbiellini Amidei), Costa Smeralda (Rizzoli, 1980), Lettera a un giovane sardo (Della Torre, 1996), Il quinto moro. Soru e il sorismo (Domus de Janas, 2007, con Salvatore Cubeddu); Pro s’indipendèntzia (in sardo e italiano; Il Maestrale, 2010). Nel 2016 ha pubblicato Noi non sapevamo. Nois no ischiamus / Nosu no isciemus / No sapìami (Il Maestrale)scritto in italiano e sardo logudorese/campidanese/gallurese.